Dottorato di ricerca - approfondimento

L’arricchimento e la divulgazione delle conoscenze non può più essere ricompresa ed esaurita all’interno dei sistemi di formazione tradizionali (scuola superiore ed università), né possono le competenze essere concepite come acquisite una volta per sempre: l’innovazione tecnologica, la mondializzazione dell’economia e della cultura pongono sempre nuove esigenze e necessità di conoscenze che richiedono un aggiornamento continuo. A questa domanda sempre più pressante di aggiornamento e circolazione delle competenze e delle conoscenze non ha fatto riscontro un’articolazione delle strutture formative tale da rispondere con agilità e flessibilità alle molteplici e variegate richieste di formazione da essa derivanti. I luoghi di elaborazione e diffusione di cultura tradizionali hanno strutture troppo rigide, stratificate esigenze e norme comportamentali, ed in genere una assai bassa o nulla competenza nella capacità della trasmissione e formazione continua, mirando più alla produzione delle conoscenze che alla loro efficace fruizione.


Sicché spesso si viene a creare uno iato tra le capacità di innovazione teorica e le loro ricadute nel sociale, mentre il contatto con la ricerca si limita all’incontro che lo studente ha con l’istituzione universitaria durante il proprio periodo di studio.
Si avverte, pertanto, la carenza di una figura specializzata, di alto profilo professionale, che non si distingua soltanto per le sue competenze nel merito dei vari ambiti scientifici, quanto piuttosto per la sua capacità di concepire l’innovazione come occasione di formazione, che quindi sappia progettare e dirigere processi di aggiornamento e formazione nei vari contesti lavorativi e nei vari settori disciplinari con una metodologia adeguata alla loro fruizione efficace. Si tratta di una figura che non si ponga il compito di approfondire verticalmente un sapere di nicchia, alla ricerca di una iperspecializzazione settoriale, bensì di un esperto in grado percorrere itinerari interdisciplinari considerati dal punto di vista metodologico, al fine di individuare i percorsi formativi che ne permettano la fruizione anche in contesti che ormai stanno al di fuori dei luoghi tradizionalmente deputati alla formazione professionale.



Il dottorato non si propone la formazione di uno scienziato in un campo specifico, ma quella di uno specialista nei processi formativi che manifesti sicura padronanza di un’evoluta metodologia scientifica idonea alla loro progettazione (indipendentemente dallo specifico ambito disciplinare), al loro insediamento in contesti lavorativi e professionali diversificati e alla loro gestione efficace. Deve trattarsi, pertanto, di un dottorato che abbia una dimensione ‘umanistica’, cioè tale da fornire innanzi tutto i fondamenti dell’intellegibilità dei processi culturali innovativi, e che quindi metta in grado - con mirate incursioni in campi disciplinari diversi - di poter cogliere le peculiarità dei linguaggi settoriali per ricondurli metodologicamente ad un approccio unitario mirato alla loro trasmissione e fruizione.



A tale fisionomia - prevalentemente orientata all’inserimento nel mondo del lavoro - si affianca anche una più specifica ed interna finalità scientifica, in quanto i dottorandi in formazione potranno costituire il fondamento per un successivo qualificato reclutamento di ricercatori e docenti sia in ambito universitario che in istituzioni scolastiche e/o aziendali. Le specifiche attività cui vanno formati i ricercatori in questo importante e delicato settore riguardano anche il counseling rivolto agli studenti e agli insegnanti delle scuole medie e superiori, in vista di una consapevole e matura scelta universitaria e/o professionale: attività di tipo interdisciplinare, in quanto sono richieste competenze derivanti dalle scienze filosofiche, storiche, pedagogiche, bio-psicologiche, statistiche, economiche e politico-sociali.



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